Una delle analogie più curiose che ci hanno sempre legato al mondo della natura è la stretta correlazione che esiste (da sempre) tra il quantitativo di acqua presente sul pianeta Terra e quello disponibile nel nostro corpo.

Gli oceani e i mari presenti sul pianeta ricoprono il 70% circa dell’intera superficie terrestre.

La stessa percentuale di acqua (in peso) rappresenta i liquidi presenti del nostro organismo: sangue, linfa, sieri cellulari, liquidi interstiziali e cefalorachidiani (fluido che si trova nel sistema nervoso centrale).

Ma da qualche anno il dott. Gerald Pollack (scienziato, ricercatore e divulgatore nell’ambito dell’acqua e la sue varie forme) ha ridefinito il concetto secondo cui siamo stati definiti come esseri organici composti dal 70% di acqua.

In realtà, se calcoliamo il quantitativo a livello molecolare, arriviamo ad essere composti dal 99% di acqua!

Infatti il 99% di tutte le nostre molecole sono composte da acqua.

70,8% di acqua
rispetto al peso

99% di acqua
rispetto al numero di molecole

0
%
Cervello
0
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Sangue
0
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Muscoli
0
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Cute
0
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Sistema nervoso
0
%
Ossa

70,8% di aqua
rispetto al peso

99% di aqua
rispetto al numero di molecole

La maggior parte dell’acqua del nostro organismo si trova non solo all’interno delle cellule, ma la puoi trovare anche nel Liquido Extracellulare detto anche Liquido Interstiziale, Matrice Extracellulare (MEC) o Metaplasma, che, tra le sue funzioni, ha quella di connettere una cellula all’altra.

Il resto dell’acqua si trova nel sangue, nella linfa e nei liquidi cefalorachidiani.

Viene da sé che siamo un “riflesso” della qualità di acqua che introduciamo ogni giorno nel nostro corpo.

L’acqua che bevi svolge diverse funzioni:

  • partecipa alle reazioni chimiche del corpo umano;
  • rimuove i rifiuti prodotti dalle cellule;
  • trasporta i nutrienti essenziali per il corretto funzionamento degli organi;
  • regola la temperatura corporea (ad esempio quando hai la la febbre o svolgi un’attività sportiva intensa);

Il corpo umano è una vera e propria batteria vivente

 

Il corpo umano è una vera e propria batteria vivente

Tutte le cellule che compongono il corpo umano si comportano come piccoli accumulatori elettrici, mentre l’ambiente interno ed esterno delle cellule come due veri e propri elettrodi.

Tutte le cellule che lo compongono in effetti si comportano come piccoli accumulatori elettrici e l’ambiente interno ed esterno delle cellule come due veri e propri elettrodi.

La composizione in ioni del citosol (liquido interno alla cellula) e della matrice extracellulare è molto diversa: all’interno la concentrazione degli ioni Potassio (K+) è molto più alta rispetto agli ioni Sodio (Na+), mentre all’esterno vale il contrario.

La differenza di concentrazione non vale solo per il Potassio e il Sodio, ma coinvolge anche altri ioni.

Gli ambienti intra ed extra cellulare vengono mantenuti elettricamente carichi grazie a speciali canali ionici che funzionano per diffusione semplice (differenza di concentrazione), e a pompe ioniche che operano un trasporto attivo (necessitano di energia per funzionare).

Semplificando, possiamo dire che il versante interno della membrana cellulare, nel suo complesso, ha una maggior concentrazione di cariche negative rispetto al versante esterno e l’attività dei sistemi di trasporto permette di creare, proprio a livello della membrana, una differenza di potenziale elettrico.

Simili meccanismi vengono utilizzati anche per lo smaltimento di sostanze non utilizzate (tossine) dalla cellula.

Più questo scambio tra interno ed esterno della cellula è attivo e funzionante, più la cellula potrà vivere in salute.

Una cellula sana, si nutre, si duplica, si depura e poi cessa di vivere quando porta a termine le sue funzioni biologiche.

Essa è dotata infatti di un sistema programmato per auto disattivarsi:

l’APOPTOSI

un processo naturale che permette il continuo rinnovo dei tessuti, li mantiene sani, efficienti e “giovani”.

La stabilità di questo delicato, quanto vitale, equilibrio bioelettrico e l’ambiente in cui la cellula vive è di fondamentale importanza.

Si sente parlare spesso di acidificazione degli organi detta anche acidosi metabolica.

Si tratta di un accumulo di acidi nell’organismo, non adeguatamente compensato da altrettante sostanze basiche.

Il risultato di questo squilibrio acido-base è una marcata o lieve diminuzione del valore di pH che, a lungo andare, può creare importanti problemi di salute.

La condizione di squilibrio dell’ambiente in cui la cellula vive, influenza il passaggio di nutrienti e di conseguenza il potenziale di membrana diminuisce.

Il metaplasma acidificato costringerà, infatti, la cellula a ricevere sempre meno nutrienti, a disintossicarsi con difficoltà e a svolgere con meno efficienza tutte le sue naturali funzioni.

Nel tentare di compensare questo squilibrio il corpo sarà costretto a prelevare i minerali dai tessuti che ne sono più ricchi con conseguente indebolimento di ossa, denti, capelli e pelle.

Tutti gli esseri viventi si ammalano
per “denutrizione cellulare”

Quando avverti dei segnali di squilibrio, più o meno evidenti, normalmente sei portato a credere che ci sia qualcosa di sbagliato nel loro manifestarsi.

In realtà il corpo dialoga continuamente con te.

Comprendere questo linguaggio mette tregua tra la tua convinzione che quel sintomo sia un segnale di guerra, e l’S.O.S. lanciato dalle tue cellule che si stanno riorganizzando per continuare a funzionare.

In natura non esistono cellule buone e cellule cattive, esse non hanno doti morali.

Semplicemente per continuare a funzionare devono “adattarsi” all’ambiente in cui si trovano e se questo è malato loro si ammalano.

Le cellule in condizioni di squilibrio si sprogrammano e l’effetto che incide di più sul corretto funzionamento di tutte le attività biologioche è l’impossibilità di eseguire il comando per “suicidarsi” (apoptosi).

Quindi, essendo costretta a lavorare nonostante la sua raggiunta “End of Life”, la cellula deve modificare la sua struttura.

Allora cosa fare…esiste una soluzione?

  • Come si può riuscire a compensare il deficit di nutrienti di cui molti di noi soffrono anche senza saperlo?
  • Come ridare al corpo gli elementi vitali che lo possono liberare dalla morsa di questa carestia che lo indebolisce sempre più?
  • Come fornire correttamente cibo (i minerali) alle cellule affamate?

A questo ci ha pensato la natura.

Essa da sempre ci ha messo la soluzione così vicina da non riuscire nemmeno a vederla…
…è stata sempre lì…

IL MARE

I mari e gli oceani sono la più vasta riserva
di rimedi curativi presenti sul pianeta Terra.

Rispetto a qualsiasi altra acqua, il Plasma Marino presenta una quantità di magnesio 35 volte superiore e una doppia dose di calcio.

Essa si avvicina a quella del liquido amniotico salato in cui siamo stati immersi prima di venire al mondo.

Nell’acqua del mare sono stati trovati tutti gli elementi della tavola periodica di Mendeleev, come pure una grande varietà di molecole di natura organica, quali aminoacidi, vitamine, acidi grassi, polisaccaridi, enzimi.

Questa sua composizione è rimasta esattamente quella presente 3.500 milioni di anni fa.

Il mare rappresenta l’elemento vitale per eccellenza.

Essa da sempre ci ha messo la soluzione così vicina da non riuscire nemmeno a vederla…
…è stata sempre lì da quando esiste la vita su questo pianeta

IL MARE

I mari e gli oceani sono la più vasta riserva
di rimedi curativi naturali del nostro pianeta.

Rispetto a qualsiasi altra acqua, il Plasma Marino presenta una quantità di magnesio 35 volte superiore e una doppia dose di calcio.

Essa si avvicina a quella del liquido amniotico salato in cui siamo stati immersi prima di venire al mondo.

Nell’acqua del mare sono stati trovati tutti gli elementi della tavola periodica di Mendeleev, come pure una grande varietà di molecole di natura organica, quali per esempio aminoacidi, vitamine, acidi grassi, polisaccaridi, enzimi.

Questa sua composizione è esattamente quella presente 3.500 milioni di anni fa.

Il mare ben più di un brodo di coltura: rappresenta l’elemento vitale per eccellenza.

René Quinton è stato indubbiamente, pur senza saperlo, il precursore dell’oligoterapia: ai suoi tempi aveva però potuto individuare nell’acqua di mare solo 17 elementi di quelli presenti nella tavola periodica.

Cinquant’anni dopo, grazie a strumenti più moderni, i due biologi americani Gregory e Overberger, hanno scoperto che l’ambiente marino racchiude 92 su 118 elementi della tavola periodica.

La scienza attuale è riuscita infine a dimostrare la completezza della composizione del plasma marino rilevando la presenza di tutti i 118 elementi.

 

Tavola periodica di Mendeleev

Elementi e loro concentrazione nel plasma marino

L’acqua di mare è una soluzione complessa, un’acqua “minerale” che contiene praticamente tutti gli elementi conosciuti, dall’idrogeno all’uranio, a volte in notevoli quantità, altre in dosi minime (ad esempio, l’oro).

Dopo essere stata risucchiata dai vortici oceanici, colonne d’acqua raffreddatesi negli abissi, si rigenera e si carica di plancton, di sostanze nutritive e di sali minerali.

Per il buon funzionamento degli organismi viventi sono necessarie minuscole quantità di minerali traccia ed oligoelementi . 

Per esempio, in un uomo di 70 kg ne bastano in tutto meno di 5 g.

Un ng (nanogrammo) di un oligoelemento può contenere fino a 2,5 miliardi di atomi, tuttavia ne bastano da uno a dieci per innescare l’attivazione di un enzima.

Che siano cofattori di enzimi o costituenti di vitamine, come per esempio il cobalto nella vitamina B12, gli oligoelementi permettono il trasporto di elettroni attraverso le membrane cellulari e formano il nucleo della cellula.

Regolarizzano i meccanismi ormonali (lo iodio quello della tiroide) e occupano un posto di riguardo nei meccanismi immunitari (rame-oro-argento).

L’organismo non sopravvive in mancanza di questi elementi, che invece diventano tossici se in eccesso.

Ti riporto una classificazione in base alla loro funzionalità:

  • Gli “indispensabili”: cromo, cobalto, rame, stagno, ferro, fluoro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, vanadio e zinco;
  • Gli “utili”: alluminio, argento, bario, boro, cesio, litio, oro, piombo, rubidio, stronzio e titanio;
  • I “casuali”: antimonio, arsenico e bromo;

René Quinton è stato indubbiamente, pur senza saperlo, il precursore dell’oligoterapia: ai suoi tempi aveva però potuto individuare nell’acqua di mare solo 17 elementi di quelli presenti nella tavola periodica.

Cinquant’anni dopo, grazie a strumenti più moderni, i due biologi americani Gregory e Overberger, hanno scoperto che l’ambiente marino racchiude 92 su 118 elementi della tavola periodica.

La scienza attuale è riuscita infine a dimostrare la completezza della composizione del plasma marino rilevando la presenza di tutti i 118 elementi.

 

Tavola periodica di Mendeleev

Elementi e loro concentrazione nel plasma marino

pM = picomole –> 1pM = 10-12 mole/litro

nM = nanomole –> 1nM = 10-9 mole/litro

mM = millimole –> 1mM = 10-3 mole/litro

Più di 50 mM

NaMgKCaSr

Traccia 0,5-50 nM

SiTiVCrMnFe
NiZnGaBrYZr
MoTcRuRhPdAg
CdSbICsBaW
Ti

Traccia <50 pM

HHeBeNeSSc
CoCuGeAsSeKr
NbInSnTeXeLa
CePrNdPmSmEu
GdTbDyHoErTm
YbLuAcThPaU
NpPuAmCmBkCf
EsFmMdNoLwHf
TaReOsIrPtAu
HgPbBiPoAtRn
FrRaRfDbSgBh
HsMtDsRgCnNh
FiMcLvTsOgUue
Ubn

L’acqua di mare è una soluzione complessa, un’acqua “minerale” che contiene praticamente tutti gli elementi conosciuti, dall’idrogeno all’uranio, a volte in notevoli quantità, altre in dosi minime (ad esempio, l’oro).

Dopo essere stata risucchiata dai vortici oceanici, colonne d’acqua raffreddatesi negli abissi, si rigenera e si carica di plancton, di sostanze nutritive e di sali minerali.

Per il buon funzionamento degli organismi viventi sono necessarie minuscole quantità di minerali traccia ed oligoelementi.

Per esempio, in un uomo di 70 kg ne bastano meno di 5 g.

Un ng (nanogrammo) di un oligoelemento può contenere fino a 2,5 miliardi di atomi, tuttavia ne bastano da uno a dieci per innescare l’attivazione di un enzima.

Che siano cofattori di enzimi o costituenti di vitamine, come per esempio il cobalto nella vitamina B12, gli oligoelementi permettono il trasporto di elettroni attraverso le membrane cellulari e formano il nucleo della cellula.

Alcuni oligoelementi, per esempio, regolarizzano i meccanismi ormonali (lo iodio quello della tiroide) e altri occupano un posto di riguardo nei meccanismi immunitari (rame-oro-argento).

La loro assenza, come il loro eccesso, può dare origine a gravi disturbi.

L’organismo, infatti, non sopravvive in loro mancanza, mentre ne viene intossicato in caso di eccessiva presenza.

Ti riporto di seguito una classificazione degli oligoelementi in base alla loro funzionalità:

  • Gli “indispensabili”: cromo, cobalto, rame, stagno, ferro, fluoro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, vanadio e zinco;
  • Gli “utili”: alluminio, argento, bario, boro, cesio, litio, oro, piombo, rubidio, stronzio e titanio;
  • I “casuali”: antimonio, arsenico e bromo;

è ricchissima di minerali organici ed ha un pH di

8.3

Composizione minerale*
(principali elementi minerali)

(*) LAB Innovación Analítica 07.02.2019

è ricchissima di minerali organici ed ha un pH di

8.3

Composizione minerale*
(principali elementi minerali)

(*) LAB Innovación Analítica 07.02.2019

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In natura esistono due forme di acqua ricchissime di minerali utilizzabili: l’acqua di mare e l’acqua dolce di sorgente.

In entrambi i casi si tratta di acque ad altissimo livello di energia.

  • l’acqua di mare è composta da minerali organici, resi e mantenuti vivi dal plancton marino (prebiotici marini);
  • l’acqua dolce di sorgente (di alta montagna e termale) è composta da minerali inorganici che vengono mantenuti vivi dal campo magnetico terrestre e dal continuo movimento e attrito con le rocce che ne guidano il corso.

Queste caratteristiche rendono entrambe le tipologie di acqua compatibili con i processi biochimici delle cellule.

 

Una delle grandi particolarità dell’acqua di mare è quella di presentare una composizione costante: qualunque sia il grado di salinità, le proporzioni dei suoi principali componenti restano invariate (cloro 55%, sodio 31%, solfato 8%, magnesio 4% ecc.).

Questa legge, nota come legge di Dittmar (dal nome del chimico scozzese che ha dimostrato questa proprietà nel 1884), permette così di determinare la salinità globale dell’acqua di mare a partire da un’unica misura: la concentrazione salina di uno dei suoi principali elementi.

Possiamo intuitivamente asserire che la vita per potersi formare, crescere ed evolvere ha bisogno di un determinato set di oligoelementi e il mare si preoccupa di mantenerlo assolutamente invariato nel tempo.

Esistono solo due sostanze al mondo
che hanno tutti gli elementi chimici
della tavola periodica:

il PLASMA SANGUIGNO e l’ACQUA DI MARE

Esistono solo due sostanze al mondo
che hanno tutti gli elementi chimici
della tavola periodica:

il PLASMA SANGUIGNO e l’ACQUA DI MARE

Fra acqua di mare e plasma umano ci sono somiglianze sorprendenti: la composizione della loro formula minerale è quasi identica, come pure la loro concentrazione.

Tutti i minerali contenuti nell’acqua di mare presentano una concentrazione con proporzioni analoghe a quelle mediamente presenti nell’organismo umano.

Per René Quinton era qualcosa di evidente: «Siamo un vero e proprio acquario marino vivente», scriveva, «iI nostro ambiente organico (i liquidi in cui sono immerse le nostre cellule) è in osmosi con l’ambiente marino: l’acqua di mare è in sintonia con ogni più piccola parte del nostro corpo».

Secondo Quinton, il plasma marino e quello sanguigno sono caratterizzati da «un’identità fisica e fisiologica».

La prova non consiste solo nell’affinità fra le loro composizioni, ma anche nell’organizzazione e nella sinergia dei sali minerali e degli oligoelementi.

Meq = moli equivalenti

“Abbiamo tutti esattamente la stessa percentuale di sale nel nostro sangue che nell’oceano, e quindi abbiamo sale nel nostro sangue, nel nostro sudore, nelle nostre lacrime.

Siamo collegati all’oceano.

E quando torniamo al mare sia per navigare che per osservarlo, torniamo da dove veniamo.”

John Fitzgerald Kennedy
Discorso a Newport alla cena precedente le gare
di Coppa America del 14 settembre 1962