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Come ricaricarsi dopo una donazione di sangue

14 Giugno 2021Francesca Magro

In occasione della giornata mondiale dei donatori di sangue, vogliamo parlare in modo approfondito dell’argomento per ricordarne l’importanza e indicarti la migliore soluzione per rigenerare in modo naturale il sangue e ricaricare le energie dopo una trasfusione. 

Forse ti stupirà sapere che stiamo parlando proprio di acqua di mare e plasma marino.

Il sangue è vita

Senza il sangue ed i suoi componenti, l'esistenza stessa non sarebbe possibile. La vita di tutti gli esseri viventi è legata al suo movimento e alla sua efficienza.

Il sangue è  un tessuto vivo che costituisce circa il 5-7% del volume corporeo; in un organismo adulto ne circolano, in media, 4-5 litri.

Ma di cosa è fatto questo liquido così speciale?

Il sangue è composto da una parte detta corpuscolata o cellulare (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) che rappresenta circa il 45% del totale, ed una liquida chiamata plasma.

Il plasma sanguigno contiene proteine, nutrienti, prodotti del metabolismo, ormoni e elettroliti inorganici, ma è privo di cellule: è composto, principalmente, da acqua (92%), proteine (8%) e sali minerali.

Donare il sangue, o il plasma, è un meraviglioso gesto di altruismo che può salvare molte vite letteralmente ogni minuto. Un grandissimo atto di amore verso gli altri che potrebbe salvare la nostra stessa vita o quella di un nostro caro.

È un grido silenzioso di speranza che viene dal cuore di tutte quelle persone che si trovano ad aver bisogno del sangue di qualcun altro per poter sopravvivere.

Chi può diventare donatore di sangue?

Per donare il sangue è necessario:

  • avere almeno 18 anni;
  • essere in buona salute;
  • pesare almeno 50 kg;
  • avere una pressione arteriosa di almeno 110/70.
  • Si può donare fino a 65 anni: oltre questa età i donatori vengono prima attentamente valutati dal punto di vista cardiologico.

“Ogni donazione di sangue può salvare 3 vite umane!”

Come viene utilizzato il sangue nelle donazioni

I componenti del sangue (emocomponenti) ed i derivati del plasma (plasmaderivati) servono a salvare vite, allungarne la durata e migliorarne la qualità.

Sangue, plasma e i loro derivati, sono indispensabili:

  • nei servizi di primo soccorso e di emergenza/urgenza;
  • in molti interventi chirurgici e trapianti di organo e di midollo osseo;
  • nella cura delle malattie oncologiche ed ematologiche;
  • in varie forme di anemia cronica, immunodeficienze, emofilia.

L’importanza di avere emocomponenti a disposizione è vitale anche per tutte quelle persone coinvolte in eventi eccezionali come terremoti, disastri o incidenti.

E non solo.

Il sangue, con i suoi componenti, rappresenta per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza:

  • globuli rossi per la cura di diversi tipi di anemia;
  • piastrine per diverse malattie emorragiche;
  • plasma quando vi siano state grosse variazioni quantitative dovute ad ustioni, tumori del fegato, carenza dei fattori della coagulazione non diversamente disponibili;
  • plasmaderivati Fattore VIII e IX per l’emofilia A e B, immunoglobuline aspecifiche per alcune malattie immunologiche, albumina per alcune patologie del fegato.

Sicurezza nella donazione

Molte persone sono restie a donare perché temono per la propria salute e sicurezza.

Il Servizio Sanitario Nazionale ha come obiettivo primario, oltre alla tutela della salute di donatori e trasfusi, la sicurezza degli stessi emocomponenti che vengono trasfusi (globuli rossi, piastrine, plasma)

Questo avviene grazie all’accurata selezione del donatore, alle indagini di laboratorio di ultima generazione, al buon uso del sangue, all’emovigilanza che hanno, tra le altre, tre finalità principali:

  • Salvaguardare la salute del donatore.
  • Escludere la trasmissione di malattie infettive.
  • Verificare la corrispondenza del gruppo sanguigno.

Inoltre, in Italia il sangue e tutti gli emocomponenti sono considerati un bene pubblico tutelato dalla legge.

Cosa si ottiene da una donazione di sangue

Con la nostra donazione di sangue, possiamo fare davvero la differenza.

Infatti, dalla centrifugazione e dalla successiva separazione dei componenti del sangue si ottengono:

  • 1 sacca di globuli rossi.
  • 1 sacca di plasma.
  • 1 sacca di buffy-coat (leucociti e piastrine).

Tipi di donazione

Vediamo ora nel dettaglio quanti e quali sono i tipi di donazione.

Esistono 4 tipologie di donazione:

  • donazione di sangue intero
  • donazione di plasma
  • donazione di piastrine
  • donazioni multiple

In base alle caratteristiche dell'aspirante donatore, al momento della donazione questi verrà indirizzato verso la scelta più idonea.

Infatti, ogni donazione segue delle procedure e delle modalità ben precise.

Donazione di sangue intero

La procedura più comune è la donazione di sangue intero:

  • si può donare sangue intero ogni 3 mesi per i maschi e le donne non in età fertile, due volte l’anno per le donne in età fertile
  • la procedura dura circa 15 minuti.

Una volta raccolta una sacca di 450 ml, il sangue viene scomposto nelle sue tre componenti principali (globuli rossi, plasma, piastrine), che poi verranno utilizzate separatamente.

Donazione di plasma

L’alternativa più frequente è la donazione di plasma, che si ottiene tramite un processo chiamato plasmaferesi.

La donazione di plasma:

  • dura circa 50 minuti e si può ottenere grazie a un separatore cellulare collegato alla cannula (l’ago che viene inserito in vena). Il separatore divide il plasma dalle altre cellule del sangue, che vengono reinfuse nel circolo sanguigno.
  • nella plasmaferesi vengono prelevati circa 600-700 ml di plasma e il tempo di donazione dipende dal flusso di sangue del singolo individuo: tanto più è veloce tanto meno dura la donazione.

Il plasma donato si ricostituisce in poco tempo ed è possibile donare ogni 14 giorni.

La donazione di plasma, oltre che per le trasfusioni, serve anche alla produzione di medicinali plasmaderivati, come ad esempio l’albumina.

I farmaci plasmaderivati

Il plasma raccolto in Italia proviene da donazioni volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite.

È la materia prima per la produzione di medicinali plasmaderivati, alcuni dei quali rappresentano veri e propri “farmaci salvavita”.

Attualmente l’Italia è ai primi posti in Europa per la quantità di plasma che viene raccolto ed inviato alle aziende farmaceutiche autorizzate alla sua lavorazione industriale per ottenere questi medicinali.

Sono le Regioni, sia singolarmente che in forme associate, a consegnare il plasma raccolto dai Servizi Trasfusionali del proprio territorio alle queste aziende.

A livello burocratico, la titolarità della materia prima plasma,così come dei suoi derivati, è pubblica.

Donare plasma iperimmune

Le recenti necessità di trovare terapie efficaci nella cura del Covid-19 hanno dimostrato come il plasma, donato da soggetti guariti ed immunizzati, sia effettivamente idoneo a questo scopo.

Come funziona?

La terapia con plasma prelevato da soggetti convalescenti prevede il prelievo da persone guarite dal Covid-19 e la sua successiva somministrazione a pazienti affetti da Covid-19.

Il candidato donatore, per poter donare il suo plasma iperimmune, dovrà rispondere, oltre ai canonici requisiti per l’idoneità previsti dalla normativa trasfusionale, ai requisiti specifici richiesti per il Sars-CoV-2.

Sarà cura del medico responsabile della selezione a constatare l’idoneità alla donazione di plasma iperimmune.

Una volta prelevato, il plasma iperimmune viene sottoposto ad una serie di test di laboratorio, anche per quantificare i livelli di anticorpi “neutralizzanti” e a diverse procedure che garantiranno il più elevato livello di sicurezza per il ricevente.

La trasfusione verrà utilizzata per trasferire gli anticorpi anti-SARS-CoV-2, sviluppati dal paziente-donatore guarito, alle persone con infezione in atto che non ne abbiano prodotti di propri.

La donazione di plasma iperimmune non prevede particolari procedure e può essere effettuata in tutte le strutture già predisposte per la normale donazione di plasma.

Anche per la conservazione non sono richieste modalità specifiche e lo stoccaggio può avvenire nelle comuni banche del sangue.

Donazione di piastrine

L’alternativa meno frequente tra le varie tipologie di donazione è la cosiddetta piastrinoaferesi, cioè la donazione delle sole piastrine.

La donazione di piastrine:

  • dura circa un'ora e mezza
  • il procedimento è simile a quello della plasmaferesi: un’apparecchiatura separa la parte corpuscolata dal plasma ed estrae da questa le piastrine che vengono raccolte in un’apposita sacca. Il plasma, i globuli rossi e i globuli bianchi vengono reinfusi al donatore.

È possibile effettuare fino a 6 piastrinoaferesi l’anno.

La donazione di piastrine serve a creare, tra le altre cose, dei composti noti come gel piastrinici che vengono utilizzati principalmente per accelerare i processi di cicatrizzazione.

Donazione multipla di emocomponenti

I separatori cellulari consentono di effettuare anche le cosiddette donazioni multiple, ovvero donare più elementi del sangue contemporaneamente:

  • donazione di plasma e globuli rossi (eritroplasmaferesi)
  • donazione di globuli rossi e piastrine (eritropiastrinoaferesi)
  • donazione di piastrine raccolta in due sacche, una donazione di plasma e piastrine (plasma piastrinoaferesi).

“Nel mondo ogni minuto viene salvata una persona grazie ai donatori di sangue”

Dove recarsi per donare il sangue

Se hai deciso di donare il sangue, ecco a quali strutture rivolgerti:

Il sangue intero può essere donato sia presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ASL di residenza, sia presso le unità di raccolta sangue gestite dalle Associazioni Donatori di Sangue (AVIS, FIDAS…), che si occuperanno di  trasportarlo presso gli ospedali per tutte le fasi successive di analisi, controllo e lavorazione.

Plasma sanguigno e plasma marino

Perché parlare di plasma marino nelle donazioni di sangue?

Il plasma marino, così come il plasma sanguigno, è composto quasi esclusivamente da sali minerali ed oligoelementi.

Questi due tessuti vitali sono, infatti, accomunati da quelle che vengono chiamate  “identità fisica e fisiologica”.

Ciò significa che la composizione della loro formula minerale è quasi identica, come la loro concentrazione, con proporzioni analoghe a quelle mediamente presenti nell’organismo umano.

Inoltre, plasma sanguigno e plasma marino sono affini anche nell'organizzazione e nella sinergia dei loro componenti.

Il plasma marino diventa, proprio per questi motivi, un supporto ideale per tutti i donatori di sangue, soprattutto nella fase immediatamente successiva alla donazione.

Plasma marino nelle trasfusioni: una speranza per il futuro

Fra i diversi utilizzi del plasma marino per la  salute,  quello nella medicina trasfusionale suscita numerose speranze.

Infatti, il plasma marino è un valido sostituto della classica trasfusione di sangue.

Il suo maggior vantaggio è quello di apportare all’organismo ricevente non solo un prodotto di origine naturale e biocompatibile con il nostro corpo, ma anche un complesso equilibrato nella sua composizione minerale, dal costo contenuto e di produzione praticamente illimitata.

Proprio il Dr. René Quinton, durante i salassi bianchi sui cani e, successivamente, nel corso degli esperimenti con i globuli bianchi, dimostrò come l’acqua di mare sia efficace per sostituire la massa sanguigna o far vivere i leucociti.

«E senza problemi di compatibilità con i gruppi sanguigni», ricorda la nipote Laure Schneiter-Quinton a proposito delle trasfusioni di sangue.

Dati confortanti arrivano anche da scoperte in tempi moderni.

Nel 2002, Marie-José Stelling, presidentessa dell’Associazione svizzera di medicina trasfusionale, dott ssa in scienze naturali e professoressa incaricata all’università di Ginevra, servendosi di un microscopio a campo oscuro, ha dimostrato, in collaborazione con suo marito, Nicolas Stelling, e con Monika Ramseyer che il plasma di Quinton mantiene in vita i globuli bianchi “in vitro”, a differenza della comune soluzione fisiologica.

Durante l’osservazione è stato confermato come i leucociti, immersi in una soluzione di Quinton isotonico, presentino un’attività normale con movimento “ameboide” tipico, identica a quella osservata nell’ambiente interno del sangue sano, privo di malattie.

«L’acqua di mare così presentata è proprio un ambiente organico simile al nostro ambiente interno», scrive la ricercatrice. «È un dato di fatto dimostrato a livello clinico e terapeutico».

Il plasma marino isotonico potrebbe quindi essere iniettato senza alcun rischio.


Fonti:
www.avis.it/it/la-donazione
www.donailsangue.salute.gov.it/
www.centronazionalesangue.it/
Bibliografia:
Curarsi con l’acqua di mare - Jean-Claude Rodet & Maxence Layet (libro)

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