ACQUA STRUTTURATA

ACQUA STRUTTURATA

Marea viene imbottigliata pura ad una concentrazione salina di 35 g/l (3,5%).

I nostri liquidi corporei sono invece caratterizzati da una concentrazione di 9 g/l (0,9%).

Quindi Marea risulta essere una soluzione IPERTONICA.

Il perché di questa diversità di concentrazione ce lo spiega la terza legge di costanza di Quinton:

LEGGE DI COSTANZA OSMOTICA

“Allo scopo di preservare il proprio funzionamento cellulare, rispetto alla progressiva concentrazione salina degli oceani, la vita animale apparsa allo stato di cellula in mari con una determinata concentrazione salina, ha avuto la tendenza a mantenere, nel corso dell’evoluzione, la concentrazione salina delle origini.”

Se vuoi conoscere le altre Leggi di Costanza
e tutte le incredibili scoperte di René Quinton
scarica l’ebook gratuito

Scarica eBook

e-book_2

Se vuoi conoscere le altre Leggi di Costanza
e tutte le incredibili scoperte di René Quinton
scarica l’ebook gratuito

e-book_2

Scarica eBook

René Quinton intuì, partendo dall’evidenza che emerge se si confrontano le concentrazioni saline del nostro organismo (come quella di tutti organismi del regno animale) con quella dei mari, che le prime cellule da cui deriviamo si sono formate quando il pianeta aveva la superficie completamente coperta dal mare.

La concentrazione salina dell’attuale acqua di mare è di 35 g/l.

L’acqua degli oceani è diminuita, infatti, a causa delle terre emerse e la “soluzione primordiale di plasma marino” si è concentrata in maniera considerevole.

In pratica, secondo la legge di costanza osmotica, Quinton poté risalire a quale fosse la salinità degli oceani nel momento in cui è iniziata la vita sul nostro pianeta: 9 g/l proprio come quella presente nelle nostre cellule e nel plasma sanguigno.

Questo è stato il motivo che portò lo scienziato francese a somministrare il plasma marino ai suoi pazienti, collezionando innumerevoli casi di successo e guarigione per i quali oggi è ricordato.

Il plasma marino ha la stessa proporzione di sali presenti nel plasma umano ed è l’unica sostanza al mondo a godere di questa proprietà!

Marea è una combinazione di acqua viva strutturata e naturale unita ad un cocktail perfettamente omogeneo e completo di prebiotici minerali marini.

La sua somministrazione può avvenire sia nella versione pura, detta ipertonica, sia diluita o isotonica.

Per ottenere una soluzione isotonica, quindi, Marea deve essere diluita.

Quindi come diluire Marea e quale acqua usare
per ottenere il massimo da questo plasma?

 

Prima di tutto è necessario introdurre alcuni concetti che ti aiuteranno a capire come diluire correttamente Marea e come ottenere la migliore soluzione isotonica.

Andiamo a definire il significato dei seguenti termini:

Solvente e soluto

 

Le soluzioni sono miscugli omogenei di due (o più) specie chimiche.

Il soluto è il componente della soluzione presente in minor quantità, mentre il solvente è il componente della soluzione presente in maggior quantità.

La soluzione più semplice è costituita da un unico solvente e da un unico soluto, ma possono esistere soluzioni più complesse in cui si hanno più soluti (nel nostro caso i sali sciolti in acqua di mare).

Il solvente è il componente della soluzione che dona anche l’aspetto visivo al composto che osserviamo.

Ad esempio l’acqua di mare è liquida e difatti il solvente è l’acqua.

Ipo, iso e ipertonico

 

Ora, una soluzione rapportata ad un’altra può essere ipotonica, isotonica o ipertonica.

Le ipotoniche hanno la concentrazione di soluto minore, le isotoniche hanno la stessa concentrazione, mentre le ipertoniche hanno una maggior concentrazione di soluto.

Nel nostro caso i liquidi a confronto sono proprio i due tipi di plasma: quello marino e quello sanguigno.

Ma cosa accade se queste soluzioni entrano a contatto le une con le altre?

Per dare una risposta a questa domanda devi prima capire il fenomeno dell’osmosi.

Osmosi

 

L’osmosi è il passaggio spontaneo di un solvente (che nei sistemi biologici di solito è l’acqua), dalla soluzione in cui i soluti sono più diluiti a quella in cui sono più concentrati; questo movimento, che avviene attraverso una membrana semipermeabile (cioè che fa passare solo il solvente piuttosto che il soluto), continua fino al raggiungimento di una situazione di equilibrio (isotonia), in cui entrambe le soluzioni raggiungono e mantengono la stessa concentrazione.

Bene ora che hai ben chiaro che cosa sia e come funzioni l’osmosi, torniamo alla nostra domanda: che cosa accade quando mettiamo a contatto due o più soluzioni?

  • nel caso delle soluzioni ipo e ipertoniche sarà il solvente delle prime a passare nella soluzione a soluto più alto, diluendola. In pratica, quella ipotonica, si impoverirà di solvente (l’acqua) che migrerà verso l’altra soluzione più satura di soluto per effetto del favorevole gradiente idratante.
  • nel caso due due soluzioni isotoniche, queste tenderanno a restare in equilibrio idrico con assenza di passaggio “netto” di solvente.

Per farti comprendere meglio cosa accade esattamente quando parliamo di soluzioni a diversa concentrazione ed entrare nello specifico nel caso dell’acqua di mare ipertonica, ti faccio subito un paio di esempi che spero possano rendere bene l’idea di come vengono utilizzate dall’organismo:

Raffreddore: quando sei raffreddato hai le vie aeree nasali molto umide e congestionate dal muco. Se nebulizzi dell’acqua di mare ipertonica, all’interno nelle narici, questa, avendo una concentrazione maggiore di sali rispetto all’ambiente con cui viene a contatto, tende ad assorbire il liquido in eccesso che vi si trova (“impurità” incluse), rendendo più fluido il muco presente e asciugando le mucose.

È attraverso il processo osmotico che la mucosa viene aiutata a ripulirsi.

Stitichezza: se hai un intestino pigro o che tende ad essere secco e a non svuotarsi completamente, l’acqua di mare ipertonica fa al caso tuo.

Una volta passata per lo stomaco, raggiungerà l’intestino andando ad aumentare la concentrazione di sali dei liquidi interni.

Grazie al processo osmotico descritto prima, tenderà, quindi, a richiamare a sé acqua.

La maggiore fluidificazione dell’ambiente interno aiuterà l’organo a svolgere la corretta attività di pulizia e svuotamento.

Per un elenco completo di come poter utilizzare Marea
vai alla sezione Protocolli

Minerali organici ed inorganici

 

Ora entriamo nel dettaglio di un argomento molto discusso e frainteso.

Quello che stai per leggere ti chiarirà, una volta per tutte, quello che fino ad ora credevi di sapere, o che hai sempre letto, sui minerali presenti nell’acqua e la loro effettiva assorbibilità.

Quando si parla di acqua e sue qualità (soprattutto in caso di acque in bottiglia), spesso e volentieri si discute di minerali e di quali e quanti benefici essi apportino.

Nel caso di acque trattate o filtrate spesso viene tirata in ballo la questione dei minerali, giungendo a considerare migliori le acque a basso residuo fisso.

In questo modo però, l’acqua viene impoverita di quei tanto cari al corpo umano!

Ora voglio provare a farti comprendere come il nostro organismo riesca ad assorbire i minerali e quali caratteristiche dovrebbero possedere affinché questo avvenga.

Iniziamo col definire che cosa sono i minerali:

da wikipedia: “vengono definiti minerali quei corpi inorganici e naturali, con una composizione chimica ben definita o variabile in un campo ristretto; essi fanno parte del regno minerale e costituiscono la crosta terrestre e altri corpi celesti.

In genere sono solidi.

Essi hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di tutti gli organismi viventi, animali, vegetali, funghi e regni degli organismi più semplici, e per questo motivo sono detti anche minerali essenziali.

Essi sono infatti costituenti di alcune fondamentali biomolecole, come elemento centrale dei gruppi prostetici di emoglobina e clorofilla, come parte di enzimi deputati alla sintesi delle proteine, costituenti strutturali della crescita e sviluppo di vari organi e tessuti come denti e ossa, alla regolazione dell’equilibrio idrosalino delle cellule.”

Nessun organismo animale vivente è in grado di sintetizzare autonomamente alcun minerale, pertanto essi devono essere introdotti attraverso l’alimentazione.

Costituiscono il 6,2% del peso corporeo, di cui il 95% è situato nello scheletro.

Complessivamente l’uomo necessita di una quantità giornaliera minima di minerali; tuttavia qualora questa subisse una riduzione anche infinitesimale, potrebbe venire compromesso il corretto funzionamento di tutti i processi biologici dell’organismo.

Quindi, riassumendo, le due caratteristiche essenziali di queste importanti sostanze sono:

  • i minerali sono tutti inorganici;
  • gli organismi viventi tipo animali e uomini non sono in grado di sintetizzarli.

Sei hai letto fino a qui, ora è il momento di porre le giuste domande:

  • Come fa l’uomo ad assumere i minerali, vista l’importanza della loro presenza in molti organi, tessuti e processi biochimici?

  • Se i minerali sono tutti di natura inorganica, perché Marea viene definita soluzione di minerali organici?

Sei hai letto fino a qui, ora è il momento di porre le giuste domande:

Come fa l’uomo ad assumere i minerali, vista l’importanza della loro presenza in molti organi, tessuti e processi biochimici?

Se i minerali sono tutti di natura inorganica, perché Marea viene definita soluzione di minerali organici?

Provo a rispondere.

Un aspetto che ancora in molti trascurano è il concetto di ENERGIA e di come questa funga da discriminante nel cambiare completamente il modo in cui le nostre cellule “percepiscono” ed utilizzano i minerali.

Esistono tre modi in cui i minerali possono essere assimilati ed utilizzati dall’uomo:

  • in buona parte attraverso i vegetali, tramite l’energia solare viene attiva la fotosintesi clorofilliana dalla quale vengono sintetizzati composti organici;
  • in discreta parte attraverso le acque dolci minerali di sorgente: acqua di montagna e acqua termale;
  • in maniera integrale e completa dall’acqua di mare, grazie allo zoo e al fito plancton.

Tutte queste modalità impiegano forme di energia diversa per mantenere viva la struttura dell’acqua.

Generalmente la gran parte dell’attenzione viene posta sulla CHIMICA dell’acqua, ovvero su cosa sia in essa contenuto (impurità, additivi, sostanze debatterizzanti, minerali ecc…).

Molto raramente viene invece considerato il suo aspetto dal punto di vista della FISICA: energia, frequenza e struttura.

È la FISICA che “descrive” cosa sia davvero l’acqua,
come essa cambia man mano che ci si allontana dalla sua sorgente,
come venga influenzata dall’ambiente in cui si trova
e da quali cristalli sia composta

…in definitiva ti indica se l’acqua che stai bevendo
è un’acqua VIVA o MORTA.

È la FISICA che “descrive” cosa sia davvero l’acqua,
come essa cambia man mano che ci si allontana dalla sua sorgente,
come venga influenzata dall’ambiente in cui si trova
e da quali cristalli sia composta

…in definitiva indica se l’acqua che stai bevendo
è un’acqua VIVA o MORTA.

Un’acqua viva e strutturata è formata da microcluster, piccoli gruppi di molecole (5-6) che formano dei cristalli perfetti ed omogenei, proprio come quella di sorgente.

Un’acqua morta, invece, è composta da macrocluster di dimensioni molto più grandi, aventi una carica elettrica tendente al neutro e con una reattività ai processi biologici molto più bassa.

Un’acqua viva non ha solo un’”aspetto” armonioso, ma presenta anche un’elevatissima quantità di energia e frequenza.

È per questo motivo che quando, ad esempio, dai da bere ad una pianta acqua di sorgente appena raccolta, essa cresce molto velocemente e si mantiene forte e rigogliosa per molto più tempo.

Un’altra evidenza riguarda gli animali: questi scelgono sempre acqua viva strutturata rispetto a qualsiasi altra acqua, perché sentono istintivamente la differenza di qualità.

Masaru Emoto è stato uno dei primi ricercatori a dimostrare quanto appena descritto.

Egli mise a punto una procedura tramite la quale, a seguito di un trattamento termico che porta la temperatura dell’acqua  analizzata a diversi gradi sotto zero, riuscì a fotografarne “lo stato”:

  • Un’acqua viva ad alta energia è formata da cristalli regolari e molto belli anche da vedere;
  • Un’acqua morta a bassa energia è invece composta da cristalli amorfi e irregolari;

Innumerevoli sono state le prove fotografiche e le misurazioni che hanno “congelato” visivamente l’aspetto dell’acqua e il suo stato di salute.

I risultati delle sue ricerche, consultabili online o pubblicati in raccolte illustrate, dimostrano come l’acqua con determinate caratteristiche fisiche riesca a trasportare correttamente i minerali nella forma adatta per essere utilizzati dalle cellule.

Alcuni suoi scatti delle fonti d’acqua più pure al mondo
“acque vive”

Acqua di rubinetto priva di forma
“acqua morta”

(fotografia scattata da Biovital Progetto Italia presso l’EMOTO LABO EUROPE)

Vediamo ora come l’energia dell’acqua di sorgente sia legata alla sua stessa struttura e come questo permetta ai minerali in essa presenti di raggiungere naturalmente le cellule.

Acque dolci di sorgente

Le acque dolci di sorgente possono sgorgare direttamente dalla roccia, come in alta montagna, oppure risalire in superficie dal sottosuolo, come nelle acque delle terme.

In entrambi i casi esse godono di alcune proprietà che le rendono straordinariamente uniche:

  • sono vive e attive per il continuo movimento che compiono nello scendere a valle o nel risalire la crosta terrestre;
  • la roccia con cui entrano in contatto le arricchisce di minerali;
  • il campo magnetico terrestre contribuisce a mantenere inalterata la forma di ioni di tali minerali;
  • i micro cristalli che le rappresentano hanno una struttura semplice e regolare, di rara bellezza;
  • le acque termali godono anche del calore fornito dall’energia geotermica.

Ma tutte queste meravigliose caratteristiche si mantengono solo se consumiamo o impieghiamo l’acqua sul posto dove nasce.

Quando la imbottigliamo e la portiamo a casa con noi per berla, ci accorgiamo che già dopo soli due giorni cambia completamente; le sue proprietà si modificano progressivamente fino a scomparire.

Proprio come una mela che dopo alcuni giorni non riesce più a mantenere il sapore, il colore e l’energia di quando era ancora attaccata al suo albero, così l’acqua “muore” una volta raccolta e trattata per essere distribuita.

Per deduzione logica quindi le acque che solitamente bevi, che siano in bottiglia, provenienti dal rubinetto, filtrate da depuratori o comunque derivate da altre fonti che non siano direttamente la loro sorgente, NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE FONTE DI MINERALI UTILI!

Ebbene sì…l’acqua che mediamente consumi ogni giorno non serve per assimilare minerali.

Anzi. Potrebbe essere proprio la causa di intossicazione, appesantimento e congestione.

ECCO PERCHÉ
LA SOLUZIONE ISOTONICA
PREPARATA CON MAREA

E’ L’UNICA VERA
ACQUA MINERALE

 

Come diluire     Vai allo store

ECCO PERCHÉ
LA SOLUZIONE ISOTONICA
PREPARATA CON MAREA

E’ L’UNICA VERA
ACQUA MINERALE

Come diluire Vai allo store

Plasma marino

Anche l’acqua di mare è un’acqua viva e strutturata.

Contrariamente a quanto accade per le classiche acque dolci di sorgente questa, però, gode di una particolare caratteristica: resta viva e strutturata anche dopo essere stata raccolta, filtrata e imbottigliata.

È un comportamento più unico che raro.

Quasi tutte le sostanze organiche presenti in natura tendono a deteriorarsi con il tempo una volta prelevate dal luogo in cui nascono.

A conferirle questa qualità è la sua alta concentrazione di sali (conservante naturale), ma soprattutto la presenza di organismi infinitamente piccoli che vivono e popolano da sempre le acque marine: il plancton.

Queste piccolissime forme di vita vegetale (fitoplancton) e animale (zooplancton), sono la base alimentare di tutto il regno animale acquatico e, grazie alla fotosintesi, riescono a rendere organici tutti i minerali presenti nell’ambiente in cui vivono.

I minerali resi organici vengono quindi definiti prebiotici marini, sostanze utili a rinnovare e rinforzare lo stesso ambiente marino.

Nell’acqua di mare (come nelle acque dolci vive di sorgente) i sali si dissociano e vengono mantenuti in forma di ioni positivi (cationi) e negativi (anioni):

  • Il cloruro di sodio, NaCl, si scompone in Na+ e Cl.
  • Il solfato di magnesio (MgSO4) diventa Mg2+ e SO42-

In particolare nell’acqua di mare, dei circa sessanta sali conteggiati al suo interno, sei rappresentano più del 99% della composizione salina (Na+, K+, Mg2+, Ca2+, Cl, SO42-)

Ma da dove vengono tutti questi minerali?

I sali marini sono stati trasportati perlopiù dalle acque di ruscellamento che hanno dilavato il suolo dei continenti per milioni di anni.

Gli elementi volatili (zolfo, azoto, boro ecc.) provengono dall’atmosfera primordiale.

Altri minerali provengono da sorgenti idrotermali sottomarine calde.

Il lavoro continuo e inarrestabile svolto dal plancton, unitamente alla presenza di questo determinato set di elementi minerali regala a Marea il dono dell’”eterna giovinezza”.

La sua energia ed efficacia rimangono costanti nel tempo: è un vero e proprio tessuto vivente.

L’UOMO FIGLIO DEL MARE

Stesso rapporto volume d’acqua/peso.

Stessi minerali e loro proporzione.

Entrambi popolati da microrganismi viventi
che trasformano e rendono i nutrienti assimilabili:
il plancton e la microflora intestinale.

L’UOMO
FIGLIO
DEL MARE

Stesso rapporto volume d’acqua/peso.

Stessi minerali e loro proporzione.

Entrambi popolati da microrganismi viventi
che trasformano e rendono i nutrienti assimilabili:
il plancton e la microflora intestinale.